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Consulenza Commerciale

Rottamazione-quinquies: gestione della posizione esattoriale

Nell’attuale panorama economico, le imprese italiane si trovano spesso a dover fronteggiare una complessità normativa sempre crescente, in particolare nel settore fiscale, previdenziale e tributario. Le posizioni esattoriali pendenti, le rateizzazioni attive e le procedure di rottamazione rappresentano un carico amministrativo significativo che, se non gestito con competenza, può diventare un freno allo sviluppo aziendale. È in questo contesto che il nostro Studio multidisciplinare opera quotidianamente, offrendo un supporto integrato che abbraccia consulenza fiscale, tributaria, legale e giuslavoristica. Il caso che presentiamo oggi riguarda una ditta che si è rivolta al nostro Studio per affrontare una situazione debitoria complessa, con cartelle esattoriali pendenti aventi quale ente impositore sia l’Agenzia delle Entrate che l’INPS. L’obiettivo del cliente era chiaro: regolarizzare le proprie pendenze in modo strutturato, ottimizzando i pagamenti e preservando la continuità operativa dell’azienda. Si trattava di una situazione che, se lasciata incompiuta, avrebbe potuto generare ulteriori aggravamenti, sanzioni e complicazioni nella gestione quotidiana dell’impresa. La prima fase: analisi approfondita e accesso al cassetto esattoriale Il percorso è iniziato il 24 febbraio 2026 con un appuntamento in studio. La prima fase di ogni nostro incarico è sempre dedicata a un’analisi approfondita della posizione del cliente. In questo caso, abbiamo proceduto con l’accesso al cassetto esattoriale per ottenere una visione completa e aggiornata della situazione debitoria. Questo strumento, messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate-Riscossioni, consente di verificare in tempo reale tutte le pendenze previdenziali, le rateizzazioni in corso, le cartelle esattoriali e gli eventuali benefici già fruiti o ancora fruibili. Da questa prima verifica è emerso che risultavano rottamabili tre cartelle esattoriali, per un carico totale di 11.029,95 euro. Attraverso la rottamazione quinquies, l’importo da corrispondere sarebbe sceso a 7.000,75 euro, con un risparmio netto di 3.796,96 euro per la ditta. Si trattava di un’opportunità significativa, ma la gestione della situazione richiedeva una valutazione attenta di tutte le variabili in campo. Non è sufficiente, infatti, calcolare il risparmio potenziale: è necessario verificare la compatibilità della rottamazione con le altre procedure in corso, le scadenze da rispettare e le conseguenze su eventuali rateizzazioni attive. Parallelamente, abbiamo analizzato le rateizzazioni già in essere. Ne sono emerse due: una del maggio 2023, contenente una delle tre cartelle oggetto di rottamazione, e una seconda del settembre 2023 (con 40 rate), che non rientrava tra le pendenze rottamabili. Inoltre, una precedente rottamazione quater del 9 marzo 2023 risultava ancora valida e in corso. Questa pluralità di procedure attive richiedeva una gestione coordinata per evitare sovrapposizioni, conflitti o perdite di benefici. Una gestione approssimativa avrebbe potuto comportare l’annullamento di rateizzazioni, la decadenza da benefici già acquisiti o, peggio ancora, l’irreperibilità di soluzioni alternative. La strategia iniziale prevedeva la sospensione della rateizzazione del maggio 2023, l’estromissione della cartella oggetto di rottamazione e la successiva rimodulazione della rateizzazione stessa. La seconda rateizzazione, invece, doveva essere mantenuta in quanto non interessata dalla procedura di rottamazione. La rottamazione quater, essendo ancora valida, andava semplicemente continuata. Questa impostazione iniziale, pur tecnicamente corretta, doveva essere sottoposta al vaglio del cliente, poiché solo l’amministratore poteva indicare le reali priorità aziendali. La seconda fase: definizione dell’incarico e comprensione delle reali esigenze del cliente Il 26 febbraio 2026 abbiamo proceduto con la formalizzazione dell’incarico professionale. Abbiamo predisposto la lettera di incarico, la documentazione antiriciclaggio e l’informativa privacy, tutti documenti che il nuovo cliente ha firmato durante un nuovo colloquio in studio. Questa fase, apparentemente burocratica, è in realtà fondamentale: stabilisce le regole del rapporto professionale, garantisce la trasparenza reciproca e assicura il rispetto degli obblighi normativi in materia di antiriciclaggio e protezione dei dati personali. È proprio in questa fase che emerge il valore aggiunto del nostro approccio consulenziale. Durante la discussione con l’amministratore della ditta, è emersa una considerazione strategica fondamentale: la volontà dell’imprenditore era quella di regolarizzare esclusivamente le pendenze INPS riguardanti i dipendenti. Questo orientamento ha modificato significativamente l’impostazione iniziale del lavoro. L’imprenditore, infatti, aveva una visione chiara delle proprie priorità: concentrarsi sulle obbligazioni previdenziali legate al rapporto di lavoro, piuttosto che disperdere risorse su pendenze fiscali che, sebbene economicamente vantaggiose da rottamare, non rientravano nel suo obiettivo strategico immediato. Una delle tre cartelle originariamente individuate per la rottamazione, infatti, riguardava un debito verso l’Agenzia delle Entrate e non verso l’INPS. Sebbene la rottamazione di questa cartella avrebbe comunque comportato un risparmio di circa 1.000 euro, l’amministratore ha preferito concentrare gli sforzi sulle sole pendenze previdenziali, coerentemente con la sua strategia aziendale. Questa scelta, apparentemente contro-intuitiva dal punto di vista puramente economico, rivela invece una visione manageriale attenta: regolarizzare prima ciò che è più strategico per il rapporto con i dipendenti e con l’INPS, e affrontare le altre pendenze in un secondo momento. Questo episodio illustra un principio cardine del nostro modo di lavorare: non ci limitiamo a eseguire procedure standardizzate, ma ascoltiamo attivamente il cliente, comprendiamo le sue priorità e adattiamo il nostro intervento alle sue reali esigenze. La consulenza non è una mera applicazione di norme, ma un percorso condiviso in cui le scelte dell’imprenditore guidano le nostre azioni. Un professionista che si limitasse a seguire il percorso iniziale senza confrontarsi con il cliente avrebbe ottenuto un risparmio economico, ma avrebbe probabilmente generato insoddisfazione e mancato l’obiettivo strategico dell’imprenditore. La terza fase: ricalibrazione della strategia e identificazione delle cartelle INPS A seguito della chiarezza emersa dal colloquio, abbiamo ricalibrato la strategia operativa. La decisione è stata quella di procedere con la rottamazione di una sola cartella, quella ritenuta più vantaggiosa nel contesto delle priorità espresse dal cliente. Questa scelta ha richiesto una nuova analisi delle cartelle, verificando quali fossero effettivamente riconducibili a debiti INPS e quali invece riguardassero altre amministrazioni. Ottenuta la rottamazione, il passo successivo sarebbe stato richiedere la rimodulazione della rateizzazione del maggio 2023, non solo eliminando la cartella rottamata, ma inserendo al suo posto le altre cartelle INPS ancora pendenti in esattoria. Abbiamo identificato sei cartelle INPS specifiche, con importi che andavano da poche decine di euro fino a circa 1.830 euro, per un totale che avrebbe permesso una ristrutturazione efficace del debito. Questa operazione avrebbe consentito

Gestione del Patrimonio Immobiliare Ipotecato

Nel contesto economico attuale, molte Piccole e Medie Imprese (PMI) e privati cittadini si trovano a gestire una situazione paradossale: il possesso di un patrimonio immobiliare di valore, che tuttavia risulta “congelato” e inutilizzabile a causa di iscrizioni ipotecarie da parte dell’Agente della Riscossione (ADER). L’ipoteca esattoriale, spesso iscritta a garanzia di consistenti debiti tributari o previdenziali, trasforma un asset in una passività: il bene non può essere venduto facilmente, non può essere offerto in garanzia agli istituti di credito per ottenere nuova liquidità e, col tempo, rischia di deteriorarsi o di finire all’asta giudiziaria, con una conseguente perdita massiccia di valore. Il nostro Studio affronta queste criticità non come meri problemi burocratici, ma come sfide strategiche che richiedono un approccio integrato: legale, fiscale e tecnico. Oggi vorremo condividere con voi un Case Study affrontato dallo Studio Ramuglia che illustra come, attraverso l’applicazione sapiente di normative spesso trascurate, sia possibile sbloccare la vendita di un immobile ipotecato, soddisfare l’Erario e proteggere l’acquirente da rischi futuri. Il Caso Studio: Una Complessità Stratificata Una contribuente proprietaria di diversi cespiti immobiliari in un comune della provincia siciliana aveva un’iscrizione ipotecaria massiva sull’intero compendio immobiliare per un capitale superiore ai 130.000 euro, con un montante complessivo che superava i 260.000 euro. La situazione era ulteriormente complicata da tre fattori critici: La Comproprietà: L’immobile oggetto della vendita (un locale deposito allo stato di rudere) non era interamente di proprietà della contribuente, ma detenuto pro-quota al 50% con altri soggetti terzi. Il Contesto della Rottamazione: La cliente aveva aderito alla procedura di “Rottamazione Quater” (L. 197/2022). Se da un lato ciò riduceva il carico sanzionatorio, dall’altro non cancellava automaticamente l’ipoteca, che rimaneva attiva a garanzia del pagamento delle rate residue. L’Esigenza di Liquidità: La vendita era funzionale a reperire le risorse necessarie per onorare proprio le rate della definizione agevolata, creando un circolo vizioso: per pagare l’ADER serviva vendere, ma per vendere serviva il consenso dell’ADER. Il Quadro Normativo: L’Articolo 52 del D.P.R. 602/1973 Per risolvere questo stallo, lo Studio ha individuato nella disciplina della riscossione mediante ruolo lo strumento chiave: l’art. 52, comma 2-bis, del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602. Questa norma, di natura eccezionale, consente al debitore di procedere alla vendita di un bene pignorato o ipotecato, previa autorizzazione dell’Agente della Riscossione. Tuttavia, il rilascio di tale nulla osta non è discrezionale, ma subordinato al rispetto di criteri tecnici rigorosi. Il legislatore ha inteso favorire la “vendita privata” rispetto a quella forzata (all’asta), poiché la prima garantisce solitamente un realizzo superiore e tempi più rapidi per lo Stato. Tuttavia, affinché l’operazione sia valida, il prezzo di vendita deve essere ritenuto congruo. Qui interviene l’importanza della consulenza tecnica: i professionisti dello Studio ha dovuto asseverare che il valore proposto fosse conforme ai parametri degli artt. 68 e 79 del medesimo decreto, basati su coefficienti legati alla rendita catastale. L’Iter Procedurale: Dalla Strategia all’Esecuzione L’attività dello Studio si è articolata in diverse fasi lavorative, ciascuna essenziale per la riuscita dell’operazione. Analisi e Negoziazione Telematica Inizialmente, lo Studio ha dovuto mappare l’intero fascicolo esattoriale della cliente. In un’epoca di digitalizzazione, il primo ostacolo è stato l’interazione con i portali istituzionali. Nonostante le difficoltà di accesso diretto a causa dei carichi di lavoro degli uffici pubblici, lo Studio ha forzato la comunicazione via PEC e portale telematico, depositando le istanze di restrizione ipotecaria e i modelli di delega necessari (Mod. RD1). La Determinazione Tecnica del Valore Uno degli errori più comuni in queste operazioni è proporre un prezzo di vendita basato puramente sul mercato. L’ADER, tuttavia, si muove su binari normativi rigidi. Lo Studio ha effettuato un calcolo analitico: partendo dalla rendita catastale rivalutata, applicando i moltiplicatori di legge (es. 120 per la categoria C/2), è stato determinato un valore di piena proprietà di circa 58.000 euro. Di conseguenza, la quota del 50% di spettanza della cliente è stata cristallizzata in circa 30.000 euro. Questa precisione aritmetica ha impedito all’Agente della Riscossione di eccepire una svendita del bene a danno dell’Erario. La Gestione del Diniego e la Mediazione In itinere, l’ADER aveva inizialmente emesso un preavviso di diniego, motivato da una presunta scarsa chiarezza sulla ripartizione del prezzo tra le comproprietarie. In questa fase, la componente “legale-negoziale” dello Studio è stata determinante. Attraverso memorie integrative e colloqui diretti con i funzionari (referenti di diverse sedi provinciali), lo Studio ha dimostrato che il versamento proposto copriva interamente la quota di valore della debitrice, garantendo il soddisfacimento del fisco senza intaccare ingiustamente i diritti dei comproprietari estranei al debito. Il Rogito: La Partecipazione dell’ADER e il Flusso Finanziario Il culmine dell’attività si è raggiunto davanti al Notaio. A differenza di una vendita ordinaria, l’atto ha visto il richiamo esplicito dell’autorizzazione protocollata dall’ADER. Il meccanismo finanziario è stato blindato: L’acquirente non ha versato il prezzo alla venditrice, ma ha effettuato un bonifico irrevocabile di pagamento direttamente sul conto corrente dell’Agente della Riscossione. Tale bonifico è stato indicato nell’atto come saldo del prezzo per la quota della parte debitrice. La quietanza di pagamento è diventata la prova documentale per ottenere la successiva restrizione dell’ipoteca. Questo schema garantisce al compratore che il denaro versato “liberi” effettivamente il bene dai gravami, senza che vi sia il rischio di distrazione delle somme da parte del venditore. Il Valore Aggiunto: La Tutela dall’Azione Revocatoria Uno dei punti cardine che il nostro Studio sottolinea sempre ai propri clienti e partner commerciali è la sicurezza giuridica post-vendita. In una normale compravendita tra privati, se il venditore è insolvente o ha debiti pregressi, i creditori (Stato incluso) potrebbero esercitare l’azione revocatoria (ex art. 2901 c.c.) entro cinque anni, sostenendo che la vendita sia stata un mezzo per sottrarre beni alla garanzia patrimoniale. Nel caso della procedura ex art. 52, questo rischio è praticamente annullato. Assenza di Pregiudizio: Poiché il prezzo è certificato secondo criteri legali e incassato direttamente dal creditore principale (ADER), non vi è alcun danno per i creditori. Trasparenza Istituzionale: L’intervento dell’Autorità pubblica che autorizza la vendita “assevera” la regolarità dell’operazione. L’acquirente, dunque, acquista un

Tutte le novità dal 01/01/2023 (legge di bilancio n. 197/2022)

Limite circolazione del contante: elevato il limite relativo all’utilizzo del denaro contante. Si potrannoeffettuare trasferimenti di denaro contante fino a 4.999,99 euro.

ISEE, DA LUGLIO PRIORITÀ ALLA PRECOMPILATA

Dal prossimo anno cambierà anche l’Isee. Il restyling dello strumento oggi indispensabile per accedere a tante prestazioni sociali, anche agevolate (dall’assegno unico per i figli ai bonus gas e luce) avverrà a partire dal 1° luglio 2023.

Fondo impresa femminile

200 milioni di euro per l’imprenditoria femminile. Da maggio sarà possibile presentare le domande online per richiedere gli incentivi per  avviare nuove attività o rafforzare attività esistenti per realizzare progetti innovativi nei settori dell’industria, artigianato, trasformazione dei prodotti agricoli, servizi, commercio e turismo. Sono disponibili incentivi a fondo perduto e/o con finanziamenti a tasso zero.  Chi può beneficiarne? Il Fondo sostiene le imprese femminili di qualsiasi dimensione, già costituite o di nuova costituzione, con sede in tutte le regioni italiane. Anche le persone fisiche possono presentare domanda di finanziamento, con l’impegno di costituire una nuova impresa dopo l’eventuale ammissione alle agevolazioni. La misura si rivolge a quattro tipologie di imprese femminili: cooperative o società di persone con almeno il 60% di donne socie società di capitale con quote e componenti degli organi di amministrazione per almeno i due terzi di donne imprese individuali con titolare donna lavoratrici autonome con partita IVA Agevolazione Sono previste due linee di intervento: Nuove attività – avviate da meno di 12 mesi Linea A: “Incentivi per la nascita e lo sviluppo delle imprese femminili”, dedicata alle imprese/lavoratrici autonome  costituite da meno di 12 mesi. Progetti sino a € 100.000 80% fondo perduto (max € 50.000) 90% fondo perduto per donne disoccupate (max € 50.000) Progetti da € 100.000 a € 250.000 50% fondo perduto Attività esistenti da più di 12 mesi Linea B: “Incentivi per lo sviluppo e il consolidamento delle imprese femminili“, dedicata alle imprese /lavoratrici autonome costituite da oltre 12 mesi. Progetti max € 400.000 40% fondo perduto 40% finanziamento a tasso zero   In entrambi i casi, non è richiesto un valore minimo del progetto d’investimento, che dovrà essere realizzato in 24 mesi.  Spese ammissibili Le voci di spesa ammesse sono: immobilizzazioni materiali (nuovi impianti, macchinari e attrezzature, opere edili)); immobilizzazioni immateriali (software, servizi cloud); personale dipendente assunto a tempo indeterminato o determinato; esigenze di capitale circolante (materie prime, oneri di locazione, ecc.) opere edili Non sono ammissibili alle agevolazioni le spese: relative a macchinari, impianti e attrezzature usati ovvero a investimenti di mera sostituzione degli stessi; relative a imposte e tasse, inclusa l’IVA e ad oneri previdenziali e assistenziali, nonché ai titoli di spesa di importo imponibile inferiore a 500,00 euro; relative all’acquisto di automezzi, ad eccezione di quelli strettamente necessarie al processo produttivo dell’impresa, nonché, in relazione al mero trasporto dei prodotti aziendali, quelli attrezzati per la conservazione condizionata dei prodotti; effettuate, in tutto o in parte, mediante il cosiddetto “contratto chiavi in mano”. Quando presentare la domanda Lo sportello verrà aperto in due fasi successive: per le nuove imprese, o costituite da meno di 12 mesi, la presentazione della domanda sarà possibile dal 19 maggio 2022 per le imprese avviate, costituite da oltre 12 mesi, la presentazione sarà possibile dal 7 giugno 2022 RICHIEDI UNA CONSULENZA [everest_form id=”5140″]

Nuova Irpef

Articolo di Carmelo Ramuglia La legge di bilancio 2022 porta con sé la tanto attesa riforma dell’Irpef (Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche). Questa modifica è stata varata per raggiungere una serie di obiettivi ma sempre nel rispetto del principio di progressività presente nell’Irpef.

Senza contratto con il GSE nessuna detrazione 110 sull’impianto fotovoltaico

L’articolo 119 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34 (c.d. “decreto Rilancio”), convertito con modificazioni dalla legge 17 luglio 2020, n. 77, e da ultimo modificato dall’articolo 1, comma 28 della legge 30 dicembre 2021, n. 234 (legge di Bilancio 2022) prevede una detrazione, nella misura del 110 per cento, delle spese sostenute dal 1° luglio 2020 a fronte di specifici interventi antisismici e di riqualificazione energetica

Rimozione delle barriere architettoniche e nuova detrazione

La legge di Bilancio 2022 ha previsto una nuova detrazione finalizzata alla rimozione delle barriere architettoniche. La disposizione è autonoma sia rispetto alla disciplina del Superbonus, ma anche del Sismabonus.

Bonus edilizi: pioggia di chiarimenti

Si è aperta la stagione dei chiarimenti dell’Amministrazione Finanziaria. Il Superbonus e la cessione del credito rappresentano la portata principale, come ampiamente previsto. Fra una risposta all’interpello e l’altra, l’Agenzia delle Entrate emana ulteriori indicazioni operative sulle questioni di principale interesse.

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