Credito d’imposta investimenti in beni strumentali nuovi: dalle Entrate i chiarimenti sui requisiti

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In tema di credito d’imposta per investimenti in beni strumentali nuovi, il mancato riferimento ai contratti di locazione finanziaria nella Legge di bilancio 2021, ai fini dell’individuazione degli investimenti agevolabili, è da imputare a un mero difetto di coordinamento formale e non alla volontà del legislatore di circoscrivere le modalità di effettuazione degli investimenti agevolabili alla sola acquisizione in proprietà dei beni. Si tratta di uno dei chiarimenti forniti dall’Agenzia delle Entrate mediante la circolare n. 9/E del 23 luglio 2021, emanata sotto forma di risposta a quesiti.



La normativa

l’ampliamento dell’ambito oggettivo dell’agevolazione ai “beni immateriali non 4.0”;

la maggiorazione della misura del credito d’imposta applicabile in funzione della tipologia degli investimenti e del periodo di effettuazione;

l’aumento del limite massimo di investimenti ammissibili;

le regole per la compensazione del credito d’imposta con la finalità di accelerarne la fruizione;

la richiesta della perizia asseverata per i beni dell’Allegato A e dell’Allegato B.

L’ambito soggettivo di applicazione

Gli investimenti agevolabili

L’ambito temporale di riferimento

Come si determina l’agevolazione

Quali condizioni per l’utilizzo del credito d’imposta

il credito d’imposta per investimenti in beni strumentali materiali “non 4.0” effettuati ai sensi del comma 1054 della Legge di bilancio 2021 a decorrere dal 16 novembre 2020 e fino al 31 dicembre 2021, indipendentemente dal volume dei ricavi o dei compensi dei soggetti beneficiari;

il credito d’imposta per investimenti in beni strumentali immateriali “non 4.0” effettuati nel medesimo arco temporale dai soggetti con un volume di ricavi o compensi inferiore a 5 milioni di euro.

Cumulabilità con altri contributi

( Articolo di Maria Antonietta Caracciolo pubblicato su “Ipsoa Inform@Mail” )

In tema di credito d’imposta per investimentiin beni strumentali nuovi, il mancato riferimento ai contratti di locazione finanziarianella Legge di bilancio 2021, ai fini dell’individuazione degli investimenti agevolabili,è da imputare a un mero difetto di coordinamento formale e non alla volontà dellegislatore di circoscrivere le modalità di effettuazione degli investimenti agevolabilialla sola acquisizione in proprietà dei beni. Si tratta di uno dei chiarimenti fornitidall’Agenzia delle Entrate mediante la circolare n. 9/E del 23 luglio 2021, emanatasotto forma di risposta a quesiti.

 

·        Con la circolare n. 9/E del 23 luglio 2021 l’Agenziadelle Entrate, sentito anche il MISE, ha fornito chiarimenti in tema di creditod’imposta per investimenti in beni strumentali nuovi.

·        Il documento di prassi, nella forma di risposte aquesiti, si è reso necessario per soddisfare diverse esigenze di chiarimento, tenutoconto delle novità apportata in materia dalla Legge di bilancio 2021.

 

La normativa

·        L’articolo 1, commi da 1051 a 1063, della Legge dibilancio 2021, ha riformulato la disciplina del credito d’imposta per gli investimentiin beni strumentali nuovi, materiali e immateriali, destinati a strutture produttiveubicate nel territorio dello Stato.

·        La nuova disciplina si applica agli investimentieffettuati a partire dal 16 novembre 2020 e si pone comunque in continuità con ilprecedente intervento previsto dalla Legge di bilancio 2020, nell’ambito della ridefinizionedella disciplina degli incentivi fiscali previsti dal “Piano nazionale Impresa4.0”.

·        Tra le novità più importanti della Legge di bilancio2020 riguardo alle agevolazioni per gli investimenti in beni strumentali vi è statala “trasformazione” del beneficio, accordato dalle precedenti normative in formadi maggiorazione del costo rilevante agli effetti delle quote di ammortamento deducibilidal reddito d’impresa (o di lavoro autonomo), in forma di credito d’imposta,utilizzabile esclusivamente in compensazione e senza limiti di fruizione.

·        Successivamente, come accennato, la Legge di bilancio2021 ha introdotto delle novità, che riguardano:

l’ampliamento dell’ambito oggettivo dell’agevolazione ai “beniimmateriali non 4.0”;

la maggiorazione della misura del credito d’imposta applicabilein funzione della tipologia degli investimenti e del periodo di effettuazione;

l’aumento del limite massimo di investimenti ammissibili;

le regole per la compensazione del credito d’imposta con la finalitàdi accelerarne la fruizione;

la richiesta della perizia asseverata per i beni dell’Allegato A edell’Allegato B.

·        Recentemente, il decreto Sostegni-bis ha introdottodelle modifiche concernenti l’utilizzo del credito d’imposta.

·        In particolare, l’articolo 20 del decreto Sostegni-bisha introdotto, nell’articolo 1 della Legge di bilancio 2021, il comma 1059-bis,con cui si prevede che, alla stregua di quanto già disposto dal comma 1059 per soggetticon un volume di ricavi o compensi inferiori a 5 milioni di euro, il credito d’impostaper gli investimenti in beni strumentali materiali non 4.0, effettuati adecorrere dal 16 novembre 2020 e fino al 31 dicembre 2021, è utilizzabile in compensazionein un’unica quota annuale anche dai soggetti con un volume di ricavi o compensinon inferiore a 5 milioni di euro.

·        La circolare rinvia ai chiarimenti già forniti dall’Amministrazionefinanziaria in tema di super e iper ammortamento, i cui criteri generali devonoconsiderarsi valevoli anche agli effetti del credito d’imposta.

 

L’ambito soggettivo di applicazione

·        L’ambito soggettivo di applicazione dell’agevolazioneè individuato dai commi 1051 e 1061 della Legge di bilancio 2021.

·        Il credito d’imposta è attribuito a tutte le impreseresidenti nel territorio dello Stato, comprese le stabili organizzazioni disoggetti non residenti, indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economicodi appartenenza, dalla dimensione e dal regime fiscale di determinazione del redditodell’impresa, che effettuano investimenti in beni strumentali nuovi destinati astrutture produttive ubicate nel territorio dello Stato.

·        L’Amministrazione finanziaria ha specificato chesono ricompresi nel novero delle imprese beneficiarie gli enti non commerciali,con riferimento all’attività commerciale eventualmente esercitata, le imprese agricoleche determinano il reddito agrario, nonché le reti di imprese.

·        Le “reti-soggetto”, ai fini delle impostesui redditi, figurano tra gli enti commerciali oppure tra quelli non commerciali,a seconda che svolgano o meno attività commerciale in via principale o esclusiva.Con riferimento, invece, alla categoria della “rete-contratto”, l’adesioneal contratto di rete non comporta l’attribuzione di soggettività tributaria allarete risultante dal contratto stesso, per cui gli atti posti in essere in esecuzionedel programma di rete producono i loro effetti direttamente nelle sfere giuridico-soggettivedei partecipanti alla rete.

·        Tra l’altro, sono ricomprese nell’ambito della categoriadelle imprese beneficiarie le STP titolari di reddito d’impresa, con la conseguenzache, al pari di tali soggetti, possono avvalersi sia del credito d’imposta per investimentiin beni strumentali materiali e immateriali 4.0, sia del credito d’imposta per investimentiin beni strumentali materiali e immateriali “ordinari”.

·        Sempre in merito all’ambito soggettivo di applicazionedell’agevolazione, sono ammessi a beneficiare del credito d’imposta gli “esercentiarti e professioni” che effettuano investimenti in beni strumentali materialie immateriali non 4.0, cioè in beni “ordinari” diversi da quelli materiali e immaterialifunzionali alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese secondo il modello“Industria 4.0” (inclusi, rispettivamente, negli Allegati A e B, annessi alla leggen. 232 del 2016).

·        Quanto agli esercenti arti e professioni, l’agevolazionesi applica ai contribuenti che esercitano le attività di lavoro autonomo, anchese svolte in forma associata.

·        Inoltre, la normativa in questione trova tra i beneficiarianche le associazioni tra professionisti.

·        E’ interessante notare che rientrano nell’ambitosoggettivo di applicazione del beneficio anche i soggetti che intraprendono l’attivitàa partire dal periodo d’imposta in corso alla data di entrata in vigore della disciplinain esame.

·        Sempre con riferimento all’ambito soggettivo, nelcaso di sanzioni interdittive, è prevista l’esclusione soggettiva dal credito d’impostaper investimenti in beni strumentali nuovi e deve riguardare il medesimo arco temporaleinteressato dall’applicazione della relativa sanzione interdittiva. Quindi,gli investimenti in beni strumentali nuovi effettuati nell’arco temporale in questionesaranno irrilevanti agli effetti della disciplina agevolativa e, di conseguenza,i relativi costi saranno esclusi dalla base di calcolo del credito d’imposta inquestione.

 

Gli investimenti agevolabili

·        La circolare ha chiarito, con riferimento al leasing,la rilevanza delle operazioni di locazione finanziaria, riconosciuta sulla basedi un principio di “sostanziale” equivalenza tra l’acquisto e l’acquisizione delbene stesso tramite contratto di leasing.

·        Il mancato riferimento ai contratti di locazionefinanziaria nei commi 1055, 1056, 1057 e 1058 della Legge di bilancio 2021,ai fini dell’individuazione degli investimenti agevolabili, è da imputare a un merodifetto di coordinamento formale e non alla volontà del legislatore di circoscriverele modalità di effettuazione degli investimenti agevolabili alla sola acquisizionein proprietà dei beni.

 

L’ambito temporale di riferimento

·        Secondo la Legge di bilancio 2021, il credito d’impostaspetta per gli investimenti effettuati nell’intervallo temporale che va dal 16novembre 2020 al 31 dicembre 2022, o al 30 giugno 2023, se entro la datadel 31 dicembre 2022 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenutoil pagamento di acconti in misura almeno pari al 20 per cento del costo di acquisizione.

·        Nel caso in cui gli investimenti eleggibili al creditod’imposta siano effettuati nell’intervallo temporale che va dal 16 novembre 2020al 30 giugno 2021, si ha una parziale sovrapponibilità della nuova disciplinacon quella prevista dalla Legge di bilancio 2020 in relazione agli investimentiaventi ad oggetto i beni materiali non 4.0, nonché ai beni ricompresi negli AllegatiA e B, annessi alla legge n. 232 del 2016, effettuati a decorrere dal 1° gennaio2020 e fino al 31 dicembre 2020, ovvero entro il 30 giugno 2021 a condizione che,entro la data del 31 dicembre 2020, il relativo ordine risulti accettato dal venditoree sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20 per cento delcosto di acquisizione.

·        In tale ipotesi, occorre distinguere il caso degliinvestimenti per i quali, alla data del 15 novembre 2020, si sia proceduto all’ordinevincolante e sia stato versato l’acconto del 20 per cento (cd. “prenotazione”),dal caso degli investimenti per i quali, alla suddetta data, non risultino verificatetali condizioni.

·        Nel primo caso, si ritiene che gli investimenti,sempre se effettuati (vale a dire completati) entro il 30 giugno 2021, restino incardinatinella precedente disciplina di cui alla Legge di bilancio 2020. Nel secondocaso, è applicabile la nuova disciplina, introdotta dalla Legge di bilancio 2021.

 

 

Come si determina l’agevolazione

·        Quanto alla determinazione del costo del bene agevolabile,costituisce una componente del costo l’eventuale IVA, relativa alle singoleoperazioni di acquisto, totalmente indetraibile. Non rileva, invece, ai finidella determinazione del valore degli investimenti, l’IVA parzialmente indetraibilein misura corrispondente al rapporto tra l’ammontare delle operazioni che conferisconoil diritto alla detrazione e operazioni esenti ai sensi dell’articolo 19, quintocomma, del D.P.R. n. 633 del 1972.

·        In quest’ultima ipotesi, l’IVA parzialmente indetraibileper effetto del prorata non può essere considerata come costo afferente allesingole operazioni di acquisto, ma è una massa globale, che si qualifica come costogenerale.

·        Con riferimento ai contratti di locazione finanziaria,nel caso in cui per l’utilizzatore l’IVA sui canoni di locazione sia indetraibile,ai fini dell’agevolazione assume rilievo anche l’IVA pagata dal locatoresull’acquisto del bene.

·        Inoltre, occorre ricordare che il costo del beneagevolabile è assunto al lordo di eventuali contributi in conto impianti,indipendentemente dalle modalità di contabilizzazione dei medesimi.

 

Quali condizioni per l’utilizzo del credito d’imposta

·        La Legge di bilancio 2021 ha previsto che, per leimprese ammesse al credito d’imposta, la fruizione del beneficio spettante è comunquesubordinata al rispetto della normativa sulla sicurezza nei luoghi di lavoroapplicabile in ciascun settore e al corretto adempimento degli obblighi di versamentodei contributi previdenziali e assistenziali a favore dei lavoratori.

·        Occorre sempre ricordare che alle imprese è riconosciutoun credito d’imposta alle condizioni e nelle misure stabilite dalla normativa inrelazione alle diverse tipologie di beni agevolabili. In particolare, le impresesono ammesse sia al credito d’imposta per investimenti in beni strumentali materialie immaterialiordinari”, sia al credito d’imposta per investimenti inbeni materiali e immateriali funzionali alla trasformazione tecnologica edigitale delle imprese secondo il modello “Industria 4.0”.

·        La normativa prevede che il credito d’imposta perinvestimenti in beni strumentali materiali e immateriali “ordinari” si applicaalle stesse condizioni e negli stessi limiti anche agli investimentieffettuati dagli esercenti arti e professioni.

·        Come già ricordato, il contribuente è legittimatoalla fruizione del credito d’imposta qualora, alla data di utilizzo in compensazione,abbia correttamente adempiuto agli obblighi di versamento dei contributi previdenzialie assistenziali a favore dei lavoratori.

·        Quanto all’utilizzo, il credito d’imposta, ai finidella sua fruizione, è ripartito in tre quote annuali di pari importo edè utilizzato a scomputo dei versamenti dovuti, da effettuarsi esclusivamente medianteil modello di pagamento F24, a decorrere dall’anno di entrata in funzione, ovverodi avvenuta interconnessione, dei beni oggetto di investimento. La ripartizionein quote annuali risponde alla necessità, soprattutto di ordine finanziario, diporre un limite annuo all’utilizzo del credito d’imposta – nella misura diun terzo dell’importo maturato – e non già di fissare un obbligo di utilizzodell’intera quota annuale ivi stabilita o un limite temporale alla sua fruizione.

·        Ne consegue che, nel caso in cui la quota annualenon sia utilizzata, l’ammontare residuo potrà essere riportato in avantinelle dichiarazioni dei periodi d’imposta successivi senza alcun limite temporaleed essere utilizzato già dall’anno successivo, secondo le ordinarie modalità diutilizzo del credito, andando così a sommarsi alla quota fruibile a partire dalmedesimo anno.

·        L’Agenzia ha chiarito che è utilizzabile in compensazionein un’unica quota annuale:

il credito d’imposta per investimenti in beni strumentali materiali“non 4.0” effettuati ai sensi del comma 1054 della Legge di bilancio 2021 adecorrere dal 16 novembre 2020 e fino al 31 dicembre 2021, indipendentemente dalvolume dei ricavi o dei compensi dei soggetti beneficiari;

il credito d’imposta per investimenti in beni strumentali immateriali“non 4.0” effettuati nel medesimo arco temporale dai soggetti con un volume di ricavio compensi inferiore a 5 milioni di euro.

·        Anche l’utilizzo in un’unica soluzione del creditod’imposta rappresenta una facoltà e, nel caso in cui tale facoltà non vengaazionata, il contribuente sconterà il credito in tre quote annuali di pari importo.

·        L’Amministrazione finanziaria ha sottolineato lanon trasferibilità dei crediti d’imposta di natura similare a quello in argomento,in forza della natura soggettiva dei medesimi, che maturano esclusivamente in capoai soggetti che effettuano l’investimento e non possono essere trasferitia soggetti terzi per effetto di atti realizzativi.

·        Il trasferimento della titolarità è, infatti, ammissibileunicamente nei casi in cui specifiche norme giuridiche prevedono, al verificarsidell’operazione, una confusione di diritti e obblighi dei diversi soggetti giuridiciinteressati; ad esempio, nei casi di fusione, successione per decessodell’imprenditore individuale, scissione.

·        Ugualmente, i crediti di tale natura possono esseretrasferiti nell’ambito della cessione del ramo d’azienda che li hagenerati.

·        In conclusione, in presenza di operazioni straordinarie,caratterizzate dalla veicolazione dell’azienda o di un ramo d’azienda nel cui ambitoè rinvenibile il bene agevolato da cui origina il credito d’imposta, l’avente causacontinuerà a fruire del credito d’imposta maturato in capo al dante causa,secondo le regole originariamente determinate in capo a quest’ultimo, indipendentementedal sopravvenuto cambiamento di proprietà del complesso aziendale.

 

Cumulabilità con altri contributi

·        Come espressamente previsto dalla normativa, il creditod’imposta per investimenti in beni strumentali nuovi è cumulabilecon altre agevolazioni che abbiano ad oggetto i medesimi costi, a condizione chetale cumulo, tenuto conto anche della non concorrenza alla formazione del redditoe della base imponibile dell’imposta regionale sulle attività produttive non portial superamento del costo sostenuto.

·        Quindi, l’agevolazione è cumulabile con altre misuredi favore (fiscali e non) insistenti sugli stessi costi ammissibili al creditod’imposta, nel limite massimo rappresentato dal costo sostenuto. Eventuali ulteriorilimitazioni alla fruizione del credito d’imposta possono, invece, derivaredalla circostanza che siano le discipline di tali altre misure di favore a prevedereun divieto di cumulo con altre disposizioni agevolative.

·        Ai fini della cumulabilità, occorre calcolare ilcredito d’imposta teoricamente spettante, e sommare tale importo teorico a quellodegli altri incentivi pubblici concessi sui medesimi investimenti. Il risultatodi tale somma non deve superare il “costo sostenuto”, ovverosia l’ammontarecomplessivo dei costi ammissibili di competenza del periodo d’imposta per il qualeil contribuente intende avvalersi del credito d’imposta.

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