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Guida ai Rimborsi e Indennità di Trasferta

I dipendenti e gli amministratori possono percepire indennità e rimborsi per le spese di trasferta affrontate. Relativamente alla disciplina delle indennità di trasferta, l’art. 50, comma 1, lett. c-bis) T.U.I.R., equipara la figura dell’amministratore a quella del lavoratore dipendente. Trasferte: Differenze tra Locali ed Extra-comunali Per una più chiara disamina della disciplina, è fondamentale effettuare una macro distinzione tra:  trasferte effettuate in località comprese nel territorio comunale (dove si trova la sede di lavoro), per le quali è previsto che le indennità e i rimborsi concorrono integralmente a formare il reddito;  trasferte effettuate al di fuori del territorio comunale (dove si trova la sede di lavoro).  Per questo tipo di trasferte è possibile adoperare alternativamente tre tipi di rimborso: A. Indennità forfettaria Le indennità di trasferta sono escluse dall’imponibile fino all’importo di € 46,48 al giorno se effettuate in Italia, e fino a € 77,47 al giorno per trasferte all’estero. La quota di indennità che concorre a formare il reddito non subisce inoltre alcuna riduzione in relazione alla durata della trasferta (anche nell’ipotesi di trasferta inferiore a 24 ore).  Nota Bene: I rimborsi analitici delle spese di viaggio, anche sotto forma di indennità chilometrica e di trasporto, NON concorrono a formare reddito quando le spese stesse sono rimborsate sulla base di idonea documentazione (ad es. scontrini).  Restano invece assoggettati a tassazione tutti i rimborsi di spesa, anche se analiticamente documentati, corrisposti in aggiunta all’indennità di trasferta (salvo quanto precisato nel rimborso misto di seguito esaminato). B. Rimborso misto: Nel caso in cui venga corrisposta un’indennità di trasferta unitamente al rimborso analitico delle spese di vitto e alloggio, le soglie di esenzione sopra dette sono ridotte: di un terzo per il rimborso delle spese di vitto o alloggio; di due terzi per il rimborso di entrambe le spese. I rimborsi analitici delle spese di viaggio, anche sotto forma di indennità chilometrica e di trasporto, NON concorrono comunque a formare il reddito quando sono effettuati sulla base di idonea documentazione, mentre, ogni altro eventuale rimborso di spesa è assoggettato interamente a tassazione. C. Rimborso analitico: Questo tipo di rimborso prevede che:  i rimborsi analitici delle spese di vitto, alloggio, di trasporto e di viaggio, anche sotto forma di indennità chilometrica, NON concorrono a formare il reddito; sono esclusi da imposizione il rimborso di altre spese (parcheggio, telefono, lavanderia, etc.), se analiticamente attestate dal dipendente/amministratore in trasferta, fino ad un importo di € 15,49 al giorno per le trasferte in Italia e di € 25,82 al giorno per le trasferte all’estero. Indipendentemente dall’importo, l’eventuale corresponsione di un’indennità, in aggiunta al rimborso analitico,  concorre interamente a formare il reddito di lavoro dipendente. Nota Bene: La scelta tra uno dei sistemi di rimborso sopra indicati deve essere fatta con riferimento all’intera trasferta. Considerazioni finali e suggerimenti L’azienda ha la possibilità di scegliere quale metodo di rimborso applicare per l’intera trasferta, tenendo conto delle esigenze operative e delle normative fiscali vigenti. Al fine di evitare che eventuali somme eccedenti i limiti previsti concorrano alla formazione del reddito imponibile, è sempre consigliabile tenere un’attenta documentazione delle spese sostenute. Bisogna sempre considerare che, indipendentemente dallo schema scelto, le indennità devono essere aumentate o ridotte secondo le disposizioni degli articoli 51 commi 5, 6 e 7 e articolo 95 comma 3 del T.U.I.R. Al fine di poter effettuare la scelta dello schema da adottare per le trasferte all’estero, si segnala che: la compilazione della nota spese è obbligatoria per tutti i rimborsi analitici e misti. La nota spese deve includere: (i) la data; (ii) i dettagli della trasferta (luogo e motivo) e (iii) la documentazione delle spese sostenute (scontrini, ricevute fiscali, fatture, biglietti di viaggio, ecc.). Tutti i giustificativi devono essere conservati in formato originale o digitale, per garantire la tracciabilità e la conformità ai requisiti fiscali; le spese relative a vitto, alloggio e trasporto non concorrono alla formazione del reddito se adeguatamente documentate. Pertanto, è fondamentale che le aziende stabiliscano procedure interne per garantire che i dipendenti presentino i giustificativi in modo puntuale e completo; per le spese diverse da vitto, alloggio e trasporto, il limite giornaliero per l’esenzione è fissato a € 15,49 per trasferte in Italia e € 25,82  per trasferte all’estero. Ogni eccedenza rispetto a tali importi sarà soggetta a tassazione, anche se documentata. Infine, è consigliabile che l’azienda definisca chiaramente le policy aziendali relative alla trasferta e ai rimborsi spese, per garantire uniformità nella gestione e per evitare contenziosi. Queste regole interne dovrebbero coprire: Le modalità di autorizzazione della trasferta; Le tipologie di spese rimborsabili; I limiti di spesa giornalieri per diverse categorie di spese (inclusi vitto, alloggio e altre spese); La tempistica e le modalità di presentazione della documentazione. Fonti normative: – Art. 50, comma 1, lett. c)-bis T.U.I.R. (Testo Unico delle Imposte sui Redditi); – Art. 51, commi 1, 5, 6, 7 T.U.I.R.; – Art. 95, comma 3 T.U.I.R.; – Circolare del Ministro delle Finanze n.  326/1997; – Circolare n. 7/2001.

Ko i controlli a tappeto sui pc dei dipendenti

Stop ai controlli «a tappeto» da parte dell’azienda sul computer dei lavoratori. Le verifiche, infatti, possono essere consentite per motivi disciplinari solo se riguardano dati successivi all’ insorgere del sospetto. È esclusa, invece, l’acquisizione di ogni tipologia di documento precedente e in violazione della normativa sulla privacy. Sono queste le conclusioni raggiunte dalla sezione lavoro della Cassazione nella sentenza 25732/21 del 22 settembre che ha accolto il ricorso di una lavoratrice.

Smart working e ferie – Da usare a tutela della salute dei dipendenti

Per ridurre il rischio contagio presenze in azienda al minimo necessario. La messa a riposo non richiede l’assenso del lavoratore.

Niente retribuzione per i dipendenti di esercizi commerciali obbligati alla chiusura

I provvedimenti adottati dal Governo per fronteggiare il diffondersi del virus COVID-19 ed in particolare il DPCM 11 marzo 2020 stanno portando alla chiusura temporanea di numerosi esercizi commerciali.

Forfettari, fuori subito dal regime i dipendenti oltre 30mila euro

Decorrenza immediata per la causa di esclusione introdotta dalla manovra Secondo l’amministrazione nessun adempimento è contrario allo Statuto.

“Trattate bene i vostri dipendenti e loro tratteranno bene la vostra azienda”

I consigli di Brigette Hyacinth, esperta di gestione delle risorse umane: “Non bisogna dare per scontati i propri lavoratori. Non è solo una questione di denaro”

Conservazione delle note spese dipendenti: ok alla dematerializzazione

I rimborsi spese dei lavoratori dipendenti, o degli amministratori, rappresentano per l’azienda una voce il più delle volte rilevante e di complicata gestione amministrativa, gestionale e fiscale.

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