studioramuglia@gmail.com 090 336216

Bonus Sud

DAL BONUS SUD AGLI INCENTIVI 4.0 IL TAX PLANNING PUNTA AL CUMULO

Tra le varie agevolazioni fruibili dalle imprese nel 2022 ve ne sono alcune – come il credito d’imposta per investimenti in beni strumentali materiali e immateriali 4.0 – che possono essere cumulate con altri incentivi quali, ad esempio, quello per gli investimenti nel Mezzogiorno.

Agevolazioni per la riqualificazione energetica e la ristrutturazione delle strutture turistiche

Con l’attuazione del PNRR (D.L. 152/2021) vengono stanziate risorse importanti per rilanciare uno dei settori strategici del nostro Paese: 2,4 sono i miliardi destinati difatti al turismo, risorse che tra crediti di imposta, contributi a fondo perduto e fondi dedicati mirano ad incentivare la riqualificazione energetica, la digitalizzazione, la messa in sicurezza e l’eliminazione di barriere architettoniche delle strutture ricettive.

Niente diritti e onorari al funzionario che assiste

Nel giudizio tributario la condanna delle spese in favore dell’ufficio finanziario assistito dai propri funzionari presenta fondati principi di incostituzionalità: il funzionario non è, infatti, iscritto in nessun ordine professionale e non ci sarebbero diritti e onorari da «rifondere». Sono le motivazioni dell’ordinanza n. 620/2021, emessa dalla sezione prima della Ctp di Taranto, e depositata il 9 settembre scorso.

Bonus investimenti e bonus sud: nodi da sciogliere sul cumulo

La risoluzione 68/E dell’Agenzia delle Entrate, recentemente rilasciata, in merito all’istituzione dei codici per la compensazione dei crediti d’imposta Transizione 4.0 rientranti nel PNRR, ha confermato una serie di dubbi e preoccupazioni che già aleggiavano tra gli operatori del sistema.

Credito d’imposta per investimenti nel Mezzogiorno (Bonus SUD)

La Legge di stabilità 2016 n.208 del 28/12/2015 ha introdotto la possibilità di ottenere sino al 45% in credito di imposta per l’acquisizione di beni strumentali nuovi. Il Bonus Investimenti Sud , introdotto dal 2016, agevola gli investimenti in impianti, macchinari e attrezzature varie da destinare alle strutture produttive del Mezzogiorno (Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Molise, Sardegna e Abruzzo). Cos’è il credito di imposta? Il Credito d’Imposta è un beneficio fiscale, utilizzabile esclusivamente come credito per la compensazione delle spese tributarie sostenute tramite F24, quali a titolo di esempio IVA, IMU, contributi previdenziali. Chi può beneficiarne? Tutti i soggetti titolari di reddito di impresa indipendentemente dalla natura e dalla personalità giuridica (ditte individuali e società di qualsiasi tipo). Soggetti esclusi : l’agevolazione non spetta alle imprese in difficoltà finanziaria, in stato di liquidazione o fallimento e a quelle operanti nei settori dell’industria siderurgica, carbonifera, della costruzione navale, delle fibre sintetiche, dei trasporti e delle relative infrastrutture, della produzione e della distribuzione di energia, delle infrastrutture energetiche, del credito, della finanza e delle assicurazioni. Intensità dell’agevolazione Strutture produttive ubicate in Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sicilia e Sardegna: 45% per le piccole imprese 35% per le medie imprese 25% per le grandi imprese Strutture produttive ubicate in Molise e Abruzzo : 30% per le piccole imprese 20% per le medie imprese 10% per le grandi imprese Beni agevolabili E’ agevolabile l’acquisizione, anche tramite leasing, di beni strumentali nuovi di fabbrica come “macchinari, impianti e attrezzature varie” destinati a strutture produttive nuove o già esistenti e finalizzati alla realizzazione di uno dei seguenti obiettivi: Creazione di un nuovo stabilimento Ampliamento della capacità di uno stabilimento esistente Diversificazione della produzione di uno stabilimento; Ottenere prodotti mai fabbricati precedentemente o cambiamento fondamentale del processo produttivo complessivo di uno stabilimento esistente Sono da escludere gli investimenti di mera sostituzione in quanto non possono essere considerati investimenti iniziali e gli investimenti in immobili e veicoli. Periodo di riferimento Progetti realizzati tra il 1 gennaio 2016  ed il 31 dicembre 2023. L’incentivo è retroattivo e potrà essere fruito per beni già acquisiti purché rispondenti ai requisiti previsti. Cumulo con altre agevolazioni Il credito d’imposta per il Mezzogiorno può essere cumulato con altre misure agevolative fino alla concorrenza del valore di acquisto. Scopri come recuperare sino al 65% degli investimenti in beni strumentali L’Agenzia delle Entrate conferma, il cumulo tra il credito d’imposta per investimenti in beni da destinare a strutture produttive nel Mezzogiorno e il credito d’imposta per investimenti in beni strumentali nuovi funzionali alla trasformazione tecnologica secondo il modello Industria 4.0. Richiedi una consulenza

Bonus Sud e credito d’imposta beni strumentali: con il cumulo incentivi fino all’85%

Bonus raddoppiati per le imprese che investono al Sud. L’Agenzia delle Entrate conferma, con la risposta ad interpello n. 360 del 2020, il cumulo tra il credito d’imposta per investimenti in beni da destinare a strutture produttive nel Mezzogiorno e il credito d’imposta per investimenti in beni strumentali nuovi, comprensivo dei beni immateriali funzionali alla trasformazione tecnologica secondo il modello Industria 4.0, previsto dalla legge di Bilancio 2020. Le imprese possono quindi ottenere entrambi i benefici e raggiungere fino all’85% di copertura sugli investimenti.

Bonus Sud esteso a tutto l’ anno ma fruizione ancora bloccata

Esonero contributivo riconosciuto anche per i contratti sottoscritti nei primi 4 mesi L’esonero contributivo per le assunzioni o le trasformazioni a tempo indeterminato nel Sud copre anche quelle effettuate nel periodo compreso tra il 1° gennaio e il 30 aprile 2019. Lo dispone l’articolo 39-ter del decreto legge 34/2019, inserito in sede di conversione nella legge 58/2019, che ha stanziato duecento milioni di euro per finanziare il bonus per le assunzioni e trasformazioni effettuate nelle regioni del Sud (sia quelle “meno sviluppate” che quelle “in transizione”) nei primi quattro mesi del 2019. Il decreto crescita sana il vuoto lasciato dal decreto Anpal 178 del 19 aprile 2019, che per quest’anno ha riservato l’incentivo ai datori di lavoro che assumono tra il 1° maggio e il 31 dicembre, lasciando quindi scoperti i primi quattro mesi del 2019. Una previsione, quest’ultima, parsa quanto meno anomala, considerato che l’ articolo 1, comma 247, della legge 145/2018 (legge di bilancio 2019) ha stanziato 500 milioni di euro all’anno per rifinanziare il bonus Sud nel 2019 e 2020. Requisiti Con quest’ultima correzione, potranno accedere all’incentivo occupazione sviluppo Sud, non appena l’Inps emanerà l’ apposita circolare, i datori di lavoro che hanno deciso di assumere in una delle regioni del Mezzogiorno (sede di lavoro) con contratto a tempo indeterminato o con apprendistato professionalizzate, o di trasformare un contratto a termine in tempo indeterminato, nel periodo 1° gennaio-31 dicembre 2019, giovani con meno di 35 anni (34 anni e 364 giorni) o lavoratori con almeno 35 anni di età, ma privi di impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi. Secondo le previsioni del decreto del ministro del Lavoro del 17 ottobre 2017 sono considerati tali: coloro che non hanno prestato attività riconducibile a un rapporto di lavoro della durata di almeno 6 mesi (o, in termini positivi, che negli ultimi 6 mesi sono stati titolari di un rapporto di lavoro subordinato a termine di durata inferiore a 6 mesi); coloro che negli ultimi sei mesi hanno svolto un’ attività lavorativa in forma autonoma o parasubordinata da cui derivi un reddito di importo tale da non scontare Irpef in quanto l’imposta lorda è azzerata dalle detrazioni (8.000 euro ad esempio per il reddito derivante da co.co.co, e 4.800 euro per reddito da lavoro autonomo professionale o autonomo occasionale). Per le assunzioni (ma non per le trasformazioni), è altresì richiesto il requisito della disoccupazione in base all’ articolo 19 del Dlgs 150/2015, nonché l’ assenza di rapporti di lavoro nei sei mesi precedenti con il medesimo datore che assume e chiede l’agevolazione. Poiché è un bonus che favorisce un’ area territoriale specifica è soggetta alla regola de minimis (articoli 107-108 del regolamento Ue 1407/2013 – massimo 200.000 euro di contributi/agevolazioni nel triennio), che può essere derogata solo in presenza di un incremento occupazionale netto e degli ulteriori requisiti prescritti dall’ articolo 7 del decreto Anpal 148/2019 per i giovani tra i 16 e 24 anni. Incentivo L’incentivo per il 2019 duplica quello del 2018, e consiste in un esonero contributivo del 100% della contribuzione a carico del datore di lavoro, con durata di 12 mesi e di importo massimo di 8.060 euro, da fruire mensilmente in quote non superiori a 671,66 euro. Lo sgravio non si applica al premio Inail, al contributo dello 0,30% destinato ai fondi interprofessionali (incluso nel contributo Naspi), ai contributi dovuti al Fondo di integrazione salariale o ai fondi di solidarietà di settore, al contributo Tfr nonché ai diversi tipi di contributi di solidarietà (10% per i contributi sanitari o di previdenza complementare, 5% per i lavoratori dello spettacolo ed 1,20% per gli sportivi professionisti). Procedura Anche la procedura per presentare telematicamente la richiesta all’Inps, con conseguente verifica, autorizzazione e prenotazione dei fondi nei limiti delle residue disponibilità, corrisponde a quella dello sgravio del 2018 (circolare Inps 49/2018), ma ad oggi la stessa non è di fatto utilizzabile perché siamo in attesa della circolare dell’ Istituto che illustri il bonus Sud dell’ anno 2019. ( Articolo di Barbara Massara pubblicato su “Il sole 24Ore” )

Bonus Sud, la versione 2019

L’ANPAL, in attuazione della legge di Bilancio 2019, con il decreto 19.04.2019, n. 178, ha definito anche per l’anno 2019 il bonus occupazione Sud, ossia il beneficio volto a favorire le assunzioni di giovani privi di impiego nelle Regioni del Mezzogiorno, giunto ormai alla terza edizione. A mente dell’art. 2 del decreto, sono interessati al beneficio i datori di lavoro privati che nel periodo compreso tra il 1.05.2019 e il 31.12.2019 assumano lavoratori disoccupati ai sensi dell’art. 19 D.Lgs. 150/2015, e dell’art. 4, c. 15-quater D.L. 28.01.2019, n. 4 (convertito con modificazioni dalla L. 26/2019). Pertanto, il beneficio non potrà essere fruito per le assunzioni effettuate nei mesi da gennaio ad aprile 2019. Oltre a essere disoccupati, i lavoratori interessati al beneficio devono avere un’età compresa tra i 16 e i 34 anni; se di età superiore, sarà necessario che i soggetti siano privi di impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi, ai sensi del D.M. Lavoro 17.10.2017. L’agevolazione è concessa nel limite del c.d. de minimis e solo laddove l’assunzione consenta un incremento occupazionale netto. Il beneficio spetta esclusivamente se la sede di lavoro per la quale viene effettuata l’assunzione è ubicata nelle Regioni “meno sviluppate” (Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia) o nelle Regioni “in transizione” (Abruzzo, Molise e Sardegna), indipendentemente dalla residenza del lavoratore. L’ANPAL prevede che l’incentivo sia concesso per rapporti full time e part-time stipulati con contratto a tempo indeterminato e con contratto di apprendistato professionalizzante consentendo l’agevolazione anche in caso di trasformazione a tempo indeterminato di un rapporto a tempo determinato. L’incentivo è pari alla contribuzione previdenziale a carico del datore di lavoro, con esclusione di premi e contributi dovuti all’INAIL, per un periodo di 12 mesi a partire dalla data di assunzione, nel limite massimo di 8.060 euro su base annua per lavoratore assunto, riparametrato e applicato su base mensile. Il beneficio è cumulabile sia con l’agevolazione per l’assunzione di lavoratori con reddito di cittadinanza, sia con l’agevolazione prevista, ma non ancora operativa, per i giovani fino a 35 anni di età ai sensi del D.L. 78/2018. La procedura impone al datore di lavoro una richiesta telematica tramite gli ordinari canali informatici dell’INPS. A questo punto per la definitiva operatività dell’agevolazione si dovrà attendere la circolare esplicativa Inps con le modalità di fruizione del beneficio. (Articolo di Valeria Tomatis – )

Torna su